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20 anni e dintorni...
22/09/2015 | 16:06 | Stampa

di BARBARA BARONI

DIMMI CHE CAMERETTA HAI...

Il cielo in una stanza senza ascoltare Gino Paoli: Dario Danti, professore di liceo, ha chiamato così la tesi per la sua seconda laurea magistrale in Storia e Civiltà (relatore Fabio Dei e il co-relatore Alfonso M. Iacono). Con l'aggiunta: "Oggetti, foto, collezioni in camere da letto ventenni". Un' analisi delle abitudini di alcuni dei suoi alunni, a partire dalla loro stanza da letto. Danti, insegnante di storia e filosofia al liceo "XXV aprile" di Pontedera ha preso a campione 10 ragazzi (suoi alunni maturandi, ora ex-alunni, 5 ragazzi e 5 ragazze che frequentavano il liceo classico "Carducci" di Viareggio, il liceo scientifico "Barsanti e Matteucci" di Viareggio e il liceo "Filippo Buonarroti" di Pisa) e osservando la loro stanza, ovvero il luogo che più gli appartiene all'interno della casa, ha cercato di conoscere più da vicino questa nuova generazione che si affaccia nel mondo. Le stanze sono quelle di: Gianmarco Bina, Luca Buonaccorsi, Alberto Francesconi, Davide Gravina, Martina Landi, Nicole Manfredini, Lorenzo Picchi, Greta Pieve, Giulia Sannino, Eleonora Soraggi. Dopo il liceo, ognuna e ognuno di loro ha preso la sua strada.

«Il nostro tentativo - spiega Danti - non ha l'ambizione di fornire un'analisi sociologica. Proprio per questo, non abbiamo voluto rendere centrale nell'analisi, l'origine sociale dei nostri 10 intervistati, comunque appartenenti, nella quasi totalità, a famiglie di ceto medio e con alto capitale culturale. La ricerca vuole evidenziare caratterizzazioni permanenti ed elementi strutturanti nelle stanze prese in esame e, dunque, anche ricorrenti nelle 10 vite ventenni».

Si tratta di uno studio sulla cultura materiale degli oggetti a partire dai giovani, o meglio attraverso 10 camere da letto di ragazzi e ragazze di età fra 21 e 25 anni. E questi 10 ragazzi rappresentano un po' la loro generazione, con le loro caratteristiche sociali e culturali.

«E' uno studio che si richiama alla cultura materiale degli oggetti - dice ancora Danti - ovvero come attraverso gli oggetti si può ricostruire un senso; è un affresco che vuol dare l'idea di alcuni elementi strutturanti, ci sono, in effetti, dei tratti che si ripetono». In particolare, Danti ha individuato cinque strade da battere per la sua osservazione: le pareti, il cassetto segreto, che cosa è scritto sulla porta, il rapporto con le altre stanze della casa e le collezioni.

«Il collezionare è un atteggiamento centrale - dice Danti - per creare uno o più punti di riferimento. Si tratta di un modello comportamentale - consapevole o inconsapevole che sia - che struttura permanentemente l'atteggiamento di ogni ragazzo e di ogni ragazza presi in esame. Collezionare, in senso classico, per realizzare un desiderio di possesso e per mantenere viva una passione relativa a oggetti della stessa tipologia».

Ma questa indagine riserva anche delle sorprese: «Mi sarei aspettato - continua - che la carnera cambiasse con l'età e dunque con il percorso di studio come è stato ai nostri tempi, invece i loro mutamenti dipendono piuttosto dagli eventi che accadono nella loro vita, perciò i tempi di passaggio non sono uguali per tutti».

Dall'ordine al disordine, dai confini ai paesaggi di queste camere da letto si evince che questi ragazzi hanno bisogno di sicurezza; volontà di ricercare la propria strada; voglia di scoprire; viaggiano tantissimo buttandosi spesso all'avventura; sono molto veloci; amano i libri fantasy e lo sport; e, infine, sono alieni da qualsiasi ideologia: «Hanno dei valori - spiega Danti - che non sono ideologizzati, per loro la politica è senso civico e solidarietà».

Alla fine questa ricerca è diventato un libro, o meglio un ebook, realizzato con Alessandro Iannella scaricabile da internet gratuitamente: «Nella prima parte sono esposte le caratteristiche fondamentali dei luoghi visitati attraverso gli occhi dell'autore e quelli di coloro i quali hanno mostrato un "pezzo" del loro mondo. La seconda parte mette al centro una comparazione fra le 10 camere a partire da 5 elementi strutturanti: le fotografie, le collezioni, il cassetto segreto, la porta d'ingresso e il rapporto con l'alterità. Due dicotomie di lettura - ordine/disordine e confini/ passaggi - fanno da sfondo all'intera trattazione».


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«MI CHIUDO QUI DENTRO A STUDIARE, MA ANCHE PER RIFLETTERE SUI MIEI ERRORI»

Pizza sopra ogni cosa. Al secondo posto pasta, patate, cioccolato e ciliegie. Ecco che cosa mangiano i giovanissimi appena varcano la soglia della loro stanza e si affacciano alla cucina. E nel loro rifugio che cosa fanno? Leggono, navigano (al computer e con la fantasia), creano contenuti per il web, ascoltano la musica, studiano, chiacchierano con gli amici, riflettono sulle piccole e grandi cose della vita.

Nicole Manfredini si augura di poter sempre viaggiare, tanto la sua stanza la porta sempre con sé: «...forse non ho bisogno di conservare proprio tutto, mi basta affidarmi a simboli più potenti e adoperare una sintesi. Tolta la parte conservativa, dunque, la mia stanza, in qualsiasi parte del mondo sia rimane comunque il luogo in cui tutte le pressioni sociali non hanno modo di entrare».

Martina Landi non ha ancora scelto il suo libro preferito: è indecisa tra "Sulla strada" di Jack Kerouac e "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde e, mentre si fa il suo "ultimo film mentale", ha optato, almeno sulla sua strada, di essere molto pratica: «Io da grande avrei voluto fare la regista ma al momento ho dovuto mettere da parte questo mio sogno per laurearmi in qualcosa che mi dia un lavoro sicuro, perciò ho intrapreso la facoltà di scienze infermieristiche».

Se chiediamo ad Alessandro Iannella qual è il suo passatempo preferito, risponde: «Cercare il sorriso di qualcuno». Ma, caccia di sorrisi a parte, è molto concreto per quanto riguarda la scuola in Italia: «E' seria una scuola in cui si studia per una formazione interiore ma che abbia anche risvolti pratici immediati». Sarà la mancanza di lavoro o il senso di precarietà che avvertono intorno a loro, fatto è che anche Alberto Francesconi non pensa tanto ai sogni nel cassetto quanto al sostentamento economico: «La mia attività lavorativa sarebbe finalizzata non tanto alla gloria e soddisfazione personale, ma al mantenimento economico della mia futura famiglia». E questo pensiero lo ha elaborato nella sua stanza: «Trascorro buona parte della mia vita qui dentro, soprattutto per studiare e porre le basi per un mio domani. Inoltre, quando mi sento un po' giù di morale per qualsiasi motivo mi chiudo qui, per riflettere sugli errori che ho fatto e per cercare una soluzione».

Davide Gravina, aspirante neuroscienziato, dichiara che il libro e film preferiti sono rispettivamente "Zibaldone di pensieri" di Giacomo Leopardi e "La Grande Bellezza" di Paolo Sorrentino. Ed è forse sotto una certa influenza leopardiana quando afferma che secondo lui l'amore è visto «non solo nel senso di amare l'altro o l'altra, ma nell'accezione di Amore, sostantivo dell'iperuranio, in cui si mettono sullo stesso piano l'amore per una persona, per un paesaggio, per un fiore o per un ricordo, probabilmente l'unico sentimento in grado di farci sentire realmente chi siamo e concederci in un tempo così provvisorio, un attimo di eternità».

Eleonora Soraggi è l'ultima rampolla di una famiglia di bravi medici con l'aspirazione di diventare medico di guerra: «Il mio sogno nel cassetto è sempre stato diventare un bravo medico come mio padre, mio nonno e il mio bisnonno prima di me. Il mio progetto si è evoluto negli anni: volevo fare il medico che cura i bambini in Africa alle elementari, alle medie il chirurgo e al liceo il chirurgo di guerra nello staff di Emergency in paesi come l'Afghanistan». Dalla sua stanza, che altro non è che il suo nido protetto, il suo rifugio, il testimone di incredibili voli pindarici, esce per regalare volentieri il proprio tempo (insieme a «orecchie che ascoltano, consigli, spalle su cui piangere, stupidità per cui ridere») ai suoi amici, portando loro una nota di quei tanti colori che usa quando dipinge per hobby.

Gianmarco Bina, appassionato di "V per Vendetta", vuole fare da grande l'architetto: «Guardandomi intorno ho sempre pensato che l'architettura migliorasse la vita delle persone. Inoltre creare mi ha sempre affascinato fin da quando rimanevo ore intere a giocare con le costruzioni Lego. E' amante degli spazi aperti tanto che la sua stanza è solo il luogo dove studiare e dormire.

Per Giulia Sannino la filosofia del basta che funzioni è una delle migliori strade da percorrere: «Basta che funzioni di Woody Allen è un film che mi ha davvero fatta riflettere e la cui filosofia ha ispirato molte scelte della mia vita». Anche lei sogna e studia medicina e, tra un whatsapp e l'altro, tra la musica hiphop e dance, forse nella sua stanza, o magari proprio davanti al film di Allen, ha elaborato un suo pensiero molto realistico sul sentimento amoroso: «E non vi illudete: non dipende per niente dal vostro ingegno umano, più di quanto non vogliate accettare è la fortuna a governarvi. Quante erano le probabilità che uno spermatozoo di vostro padre, tra miliardi trovasse il singolo uovo che vi ha fatto? Non ci pensate, sennò vi viene un attacco di panico».

Lorenzo Picchi ha un suo pensiero critico sul modo di fare scuola: «Si studia decisamente male. Manca un legame concreto con la realtà della vita: la scuola non è il microcosmo che dovrebbe essere, finisce per essere quasi alienante. Preferirei una scuola a tempo pieno che avesse come modello i college americani: sarebbe un'esperienza di vita radicalmente diversa, più profonda, più vera».

Luca Buonaccorsi è un ragazzo pieno di sogni che prima o poi, anche fuori dalla sua stanza, ci auguriamo possa realizzare: «Da piccolo ho sempre pensato che sarei finito a fare l'archeologo in Egitto per fare una scoperta degna del nuovo Howard Carter. Purtroppo, arrivato in università, mi sono un po' disilluso ed ho deciso di cambiare strada nonostante l'archeologia sia rimasta una grande passione».


Da Il Tirreno, 22 settembre 2015

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