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Meglio precario che politico a vita
29/08/2014 | 16:34 | Stampa

L'assessore pisano Dario Danti, supplente da 8 anni, sogna una cattedra

«Meglio supplente che politico a tempo pieno», dice Dario Danti, 37 anni, assessore alla cultura del comune di Pisa. Autore di vari libri (l'ultimo con Bertinotti sulle occasioni mancate dalla sinistra), tra cui Amici, miei, in cui ha raccolto storie di trentenni precari, Danti (Sel) lancia un appello a Renzi: «Caro Matteo, abolire le supplenze va bene, non i supplenti».

In concreto cosa propone?

«Una cosa semplice: vanno assunti tutti i supplenti. Dopo tre anni di precariato, lo dice l'Europa, uno vaassunto».

Invece cosa succede?

«Succede che io, tanto per fare un esempio, sono otto anni che faccio il precario».

Però da un anno fa l'assessore.

«Dal 2013 e per un tempo determinato. La mia passione è l'insegnamento. Fino al 2006 sono stato funzionario politico, poi ho mollato tutto per fare l'insegnante. Precario. Con due lauree».

Come è la vita del supplente?

«Ho insegnato storia e filosofia nei licei classici e scientifici. Da Viareggio a Lido di Camaiore».

Stipendio?

«Prendevo 1270 euro al mese. Ma a luglio e agosto non riscuotevo. Venivo assunto a settembre e licenziato a giugno. E poi i supplenti non hanno lo scatto di anzianità. Uno può arrivare ad avere la cattedra dopo vent'anni e partire dallo stipendio minimo, senza scatti di anzianità».

Da assessore invece quanto guadagna?

«Circa duemila euro al mese per 12 mesi, ma siccome 300 euro li devo versare al partito, alla fine in toscana mi rimangono 1750 euro».

E nonostante questo sogna una cattedra.

«Proprio così. Mi manca molto il rapporto con gli studenti. Io poi ho insegnato anche con bimbi speciali, che erano disabili. Un'esperienza che arricchisce molto umanamente».

Dopo otto anni di supplente come è messo in graduatoria?

«Al primo posto, ma a Pisa assumono insegnan ti che hanno fatto il concorso, non me».

Così lei deve ancora aspettare.

«Ovviamente faccio volentieri l'assessore, ma lo considero un incarico a tempo. Il mestiere della mia vita è un altro, quello di insegnante. Prima o poi riuscirò ad avere la mia cattedra».

Lei propone a Renzi: assumi tutti i precari. Ma chili paga?

«Nella scuola tutti quelli che varino in pensione non vengono rimpiazzati. Io credo che un governo di sinistra debba investire su scuola e sanità. Tenere in una situazione di precariato un'intera generazione di supplenti validi, capaci, con una forte esperienza didattica, mi sembra un grave errore».

Da Il Tirreno, 29 agosto 2016

Intervista di Mario Lancisi

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