blog  
 
 
Dalla prigionia negli Usa alle partite del Pisa. Quattro nonni si raccontano al nipote
05/11/2016 | 19:09 | Stampa

Alla Gipsoteca di Arte Antica la presentazione pisana dell'ultimo libro di Dario Danti

E' IL 'VETERANO' dei quattro con i suoi gagliardi 97 anni. E la voce squillante, che tradisce ancora l'accento veronese nonostante i tanti anni a Pisa, riporta alla memoria "piccoli e grandi ricordi". Quelli che - come commenta la moglie Nadia, 93 anni - «oggi ci fanno compagnia». Orfeo Danti, nonno paterno di Dario Danti, docente di filosofia e storia al liceo classico Galilei ed ex assessore alla cultura del Comune di Pisa, è uno dei protagonisti di «Il tempo non esiste. Quattro nonni si raccontano» (Edizioni Ets). Oltre a Orfeo e Nadia, ci sono anche Aldo e Maria: insieme 373 anni di vita.

BIG SPRING (Texas), Lubbock (Texas), Camp Clark (Missouri): queste le destinazioni del prigioniero Danti negli Stati Uniti d'America fino alla primavera del '46, dopo che il 12 giugno del 1942 nei mari della Sardegna il suo aereo venne abbattuto da una portaerei inglese. Recuperato dalla marina nemica, venne portato prima nel porto di Gibilterra e poi, appunto, negli Stati Uniti. «Feci anche i tunnel per scappare ma non andò bene» racconta. Lui e altri quattro compagni di camerata scelsero una baracca vuota. «Sotto la stufa a carbone - si legge nel libro i cui proventi saranno interamente devoluti ai progetti di solidarietà internazionale della onlus «El comedor Giordano Liva» - c'era una base in cemento di circa un metro quadrato che la isolava dal pavimento in legno; decisero di spostarle entrambe, di realizzare un specie di botola facendo un buco e poi di scavare un tunnel per provare ad evadere. Grazie a quella base di cemento, finito il lavoro giornaliero, coprivano la botola e tutto tornava come prima. La prima volta scavarono una decina di metri; purtroppo una spiata condannò i quattro a un mese di pane e acqua. Ma Orfeo Danti e i suoi furono recidivi e ci riprovarono (solito metodo) fallendo a un passo dalla meta (un'altra spiata)». Immagini, racconti, episodi che non possono non ricordare il film «La grande fuga». Orfeo era aviere, "motorista" per l'esattezza. In un bar di piazza Bra a Verona vide per la prima volta Nadia, la sposò e si trasferirono a Pisa, lui in forze alla 46' Brigata Aerea, lei casalinga. «Abbiamo abitato dal' 57 al' 91 a Porta a Lucca, in via Collodi - racconta Orfeo - era la parte più signorile della città. Ora viviamo al Cep». E tra i ricordi spiccioli di una vita Orfeo torna al 1942 quando «andai a comprare il giornale e mi dimenticai il portafogli con dentro tatto lo stipendio che allora era di 400 lire. Mi chiamarono e quando tornai a riprenderlo dentro c'era tutto». A sottolineare una onestà che oggi non esiste più. E poi il calcio allo stadio, `bandito' dalla stia vita negli anni Cinquanta: «Mi piaceva andare a vedere la partita del Pisa con mio figlio Mario. A un certo punto un avversario si prese la palla, fece una lunga cavalcata dalla porta fino a quella del Pisa, 3-4 dribbling di seguito, e alla fine gol. Lo applaudii, urlai "bravo!" e un tifosi poco distante me in tribuna me ne disse di tutti i colori. Ecco, io da quel giorno allo stadio non ci sono più voluto andare».

L'APPUNTAMENTO con la presentazione del libro «Il tempo non esiste. Quattro nonni si raccontano» (Edizioni Ets) sarà oggi alle 17,30 alla Gipsoteca di Arte Antica, in piazza San Paolo all'Orto 20. Insieme all'autore, Dario Danti, e ai suoi quattro nomai Nadia, Orfeo, Aldo e Maria, interverranno Athos Bigongiali, Adriana De Cesare e Teresa Salotti. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con la Libreria Ghibellina.

Da La Nazione, 5 novembre 2016

Articolo di Francesca Bianchi

Commenti