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Privato storico
18/11/2016 | 19:00 | Stampa

Memoria personale e riflessione filosofica nell'ultimo libro di Dario Danti

Lo diceva già Sant’Agostino nelle sue Confessioni. Lo riprende l’impegnativo titolo che l’ex assessore alla cultura del Comune
di Pisa ha scelto per il suo nuovo libro.

Il tempo non esiste di Dario Danti (Edizioni ETS) racconta le vite di straordinaria normalità dei suoi quattro nonni, dimostrando che invece il tempo esiste eccome quando ne facciamo memoria. “Ma i veri autori - dice Danti - sono proprio i miei nonni, che ringrazio per le loro storie, qualcuna vissuta anche da me, o che mi hanno raccontato nel corso di tanti anni, nel tempo”.

Storie che s’intrecciano col vissuto della nostra città e con i grandi eventi della Storia. Sullo sfondo c’è Pisa, quella contadina di Barbaricina per quanto riguarda i nonni materni nella prima parte del libro, con la vita nei campi di Aldo e
Maria, la miseria, il fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, le partite del Pisa e la quarantennale carriera del mitico maestro Benvenuti, che è proprio il nonno Aldo dell’autore. Mentre nella seconda parte, per i nonni paterni, i Danti, c’è l’Umbria, Terni, c’è Verona, da dove Orfeo e Nadia, novelli Romeo e Giulietta, decidono di trasferirsi nella città della torre pendente, c’è la prigionia dell’aviatore Danti in Texas e Missouri fino alla
primavera del 1946 e c’è la prima macchina, una Seicento bianca.

“Anche le storie dei miei nonni, così come quelle di tante persone, hanno, nella parzialità, una loro importanza”, spiega l’autore. “Ecco perché ha valore tramandare non solo storie di guerre e grandi personaggi, ma storie di tutti i giorni, di gente comune”. Il libro si legge con la giusta leggerezza e anzi scorrendo l’indice si può scegliere il capitoletto che più incuriosisce dal titolo per leggerlo come un episodio a sé, dotato di una sua autonomia narrativa (che poi, però, invoglia a leggere tutto il resto). E mentre si legge, il tempo sembra scorrere allo stesso modo di quando un nonno ci racconta una storia.
Non è mai abbastanza il tempo che trascorriamo con i nostri nonni. Ma loro di tempo ne hanno vissuto tanto e tanto hanno da raccontarci: non chiedono altro che essere ascoltati. Così come ha fatto Dario Danti, che ha raccontato a sua volta le storie dei suoi nonni.

Da il Fogliaccio, n. 289, 18 novembre/1° dicembre 2016

Articolo di Francesco Feola

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